Calcio, danza (in tutte le sue declinazioni) nuoto, e mille altre offerte, quale scegliere?

A partire da una certa età, in genere 4-5 anni, si valuta di far praticare al proprio figlio uno sport. Per chi è alla prima esperienza, orientarsi non è così semplice e nel prendere una decisione, talvolta non si considerano alcuni aspetti importanti. In questo post vedremo quali punti considerare nel momento della scelta.

L’indole del bambino e i suoi desideri

Anche se piccini, i bambini hanno le loro attitudini e sono in grado di esprimere sentimenti di piacere o ripulsa di fronte a diverse attività. Osservarli e trarre le dovute conclusioni è un vostro dovere, anche se portasse la triste constatazione che il vostro bambino non sembra particolarmente portato per l’attività fisica.

Vuol dire che troverete per lui qualcosa di non eccessivamente impegnativo che gli permetta di fare movimento e tenersi in forma. In primavera e a settembre sono molte le feste dello sport organizzate dai Quartieri. Per chi abita a Firenze tenete d’occhio la pagina del vostro e, appena se ne presenta l’occasione, partecipate: i bambini avranno la possibilità di provare discipline diverse, magari anche poco conosciute e chissà che non sia l’inizio di una grande passione.

Approfittate anche degli open day di Associazioni sportive e scuole: spesso durano più di un giorno e, con qualche lezione continuativa, si ha modo di verificare se il bambino si è appassionato o, superato l’iniziale entusiasmo, non è veramente interessato.

Fare un passo indietro e non realizzare attraverso il bambino i propri sogni

C’è chi avrebbe voluto diventare una grande ballerina, chi sognava equitazione ma la famiglia non poteva permetterselo, chi ha l’amica i cui figli fanno calcio e sarebbe così comodo farlo insieme … Qualunque siano le vostre buone ragioni, non saranno mai abbastanza buone per obbligare vostro figlio a fare qualcosa che non vuole fare. Le inclinazioni dei bambini, se è possibile, vanno incoraggiate.

I costi non finiscono nella retta del corso

Oltre al corso vi verrà chiesta, nella maggior parte dei casi, una tessera associativa. Poi c’è l’attrezzatura. Valutate bene anche i costi di quest’ultima, perché se all’inizio molte società forniscono agli atleti le attrezzature di base (penso ad esempio al pattinaggio), se il percorso continua, ci sarà da fare uno scatto di livello e comprare i propri. Capite bene che un conto è comprare abbigliamento e scarpette da calcio e un altro sci, scarponi, bastoncini, maschera, tuta e quant’altro.

Gare, manifestazioni, saggi di fine anno sono un’ulteriore spesa che dovrete considerare non tanto nella quota di partecipazione, ma piuttosto nei materiali che dovrete comprare nel corso dell’anno: costume di gara, costume per il balletto, vari ed eventuali. Informatevi se la società prevede un tetto di spesa oltre il quale non verranno chiesti altri soldi o materiali.

L’impegno richiesto: gare, tornei, trasferte

Non tutti gli sport richiedono lo stesso impegno. Soprattutto nel caso di sport di squadra, già in tempi precocissimi, le società richiedono alle famiglie di riservare tempo del fine settimana in partite, gare, tornei. Non per tutti questo è piacevole, anzi, a lungo andare si potrebbe avere la sensazione che il proprio weekend di risposo sia finito in ostaggio degli appuntamenti sportivi dei propri figli. Il problema si moltiplica con più figli che fanno sport diversi: domenica mattina con un figlio che alle 8:30 è convocato a una partita e un altro che si deve cimentare in una gara dall’altra parte della città (o in un altra Regione).

Non tutti i bambini, inoltre, vogliono impiegare il loro tempo libero in attività agonistiche o sono felici di fare gare.

Adesso l’offerta è ampia e ci sono corsi che hanno come fine il movimento, lo sviluppo della coordinazione, l’attività aerobica o posturale, senza inserire i bambini in un circuito di gare.

Attività sportive senza agonismo

Yoga, pilates per bambini, psicomotricità, hip hop, la ginnastica tradizionale sono un’ottima alternativa allo sport agonistico e circoscrivono l’impegno dei bambini ai giorni di corso. Questa può essere la soluzione per i bambini più piccoli, in attesa che scoprano uno sport che li appassioni o per i bambini ai quali si desidera far fare attività fisica, ma che non sono interessati a fare agonismo.

Il territorio e la vicinanza alla scuola, l’abitazione, il proprio circuito di amicizie

Vi hanno parlato di una scuola di danza ottima che si trova in un altro quartiere, vi piacerebbe far provare a vostro figlio uno sport che però viene praticato dall’altra parte della città. La logistica è fondamentale e vanno considerati bene tutti i pro e i contro prima di prendere un impegno. Quando la stagione invernale è nel suo vivo, quando piove, fa freddo, il traffico diventa congestionato, gli spostamenti per raggiungere la sede dello sport diventano fonte di stress sia per i bambini sia per gli adulti accompagnatori. A maggior ragione se voi lavorate e derogate gli spostamenti a una baby sitter o ai nonni, dilatare il tempo fuori casa sarà un’altra spesa da mettere in conto o troppo stress per i nonni che potrebbero darvi forfait.

Lo sport, inoltre, deve essere per i bambini fonte di piacere

Portare il bambino nella piscina più spettacolare ma che è distante da dove abitate, e poi stressarlo sotto la doccia perché faccia veloce visto che avete i minuti contati, non è corretto per vostro figlio e assocerà lo sport a un dovere a cui sottoporsi, non a un momento tutto suo.

Occhio alle clausole di partecipazione

Quando iscrivete il vostro bambino ad una scuola o lo associate ad una società sportiva, vi impegnate in un contratto che prevede una serie di clausole. Oltre a controllare la struttura, verificare orari e assistere alla lezione di prova, chiedete quali sono i vostri doveri e quali sono le regole di partecipazione. Mi sono trovata a iscrivere mio figlio a Judo e poi ho scoperto che, così facendo, mi impegnavo per tutto l’anno quindi, se il bambino dopo un semestre avesse voluto smettere, avremmo dovuto pagare tutta la retta fino a giugno. E’ importante anche sapere se è previsto il recupero delle lezioni perse in caso di malattia, attestata dal certificato medico.

I certificati medici semplici o per l’agonismo

Per qualsiasi sport, è richiesto il certificato medico. Lo fa il pediatra e ha un costo che va, in genere dalle 30,00 alle 50,00 Euro.

Se si passa all’agonismo, occorre il certificato medico sportivo specifico, qui trovate tutte le informazioni relative all’Azienda Sanitaria di Firenze. La visita si prenota attraverso il CUP metropolitano e per i minorenni è gratuita (se la fate presso un istituto privato il costo varia dai 70-100 Euro), ma i tempi di attesa non sono brevi, circa due mesi, prenotare per tempo. Attraverso la medicina dello sport potrete ottenere diversi certificati, trovate informazioni qui.

Scarica la nostra guida alla scelta dello sport

in base all’età del bambino

 

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