Ricordate il film diretto da Sophia Coppola nel 2006

dal titolo Marie Antoinette?

La protagonista era una giovane e bellissima Kirsten Dunst nei panni di Maria Antonietta regina di Francia.

Il film, che è stato definito una ricostruzione in chiave pop della storia di Maria Antonietta dal suo arrivo in Francia fino al momento dell’abbandono della reggia di Versailles, ha visto Milena Canonero vincere l’Oscar per i costumi.

Ebbene, quei meravigliosi, sontuosi abiti di scena, adesso li potete ammirare al Museo del Tessuto di Prato fino al 27 maggio 2018. La mostra si è realizzata grazie alla collaborazione fra la Fondazione Museo del Tessuto di Prato e la Sartoria The One, la più giovane sartoria cinematografica e teatrale di Roma, custode di un enorme patrimonio di abiti di scena.

NON perdere la mostra è un imperativo e portarsi i bambini dietro d’obbligo stavolta più che mai, perché anche loro rimarrano stupefatti davanti a tanta scenografica bellezza.

Una mostra capace di parlare a tutte le età

Ho avuto la fortuna di poter partecipare alla conferenza stampa organizzata dal Museo del Tessuto e, soprattutto, ho avuto l’enorme privilegio di poter avere come guida la curatrice della mostra in persona, Daniela Degl’Innocenti. Daniela ci ha accompagnato in un viaggio meraviglioso lungo il sentiero di confine che separa la storia, così come è stata romanzata nel film della Coppola, dalle fonti storiografiche che abbiamo oggi a disposizione.

Gli abiti ripercorrono in ordine cronologico le sequenze del film e dunque anche la vita di Maria Antonietta: dall’arrivo in Francia dove la regina abbandonò gli abiti di severa foggia asburgica, per indossare quelli più frivoli e delicati della moda francese,

alla vita di corte fra feste, eccessi, e bagni in acqua aromatizzata all’arancia mangiando pasticcini (pare la regina fosse ghiotta di dolci, soprattutto cioccolata).

Ma anche abiti degli incontri sgradevoli, come quello imposto a Maria Antonietta per ragioni diplomatiche con l’ultima favorita di Luigi XV, la Contessa Du Barry.

E poi gli abiti spettacolari della scena dell’incoronazione (con dettagli originali del ‘700),

quelli indossati nel periodo della maternità, quelli scandalosi, leggeri come una veste da camera. Meraviglioso anche l’abito indossato durante l’incontro con il suo grande amore, il conte di Fersen, austero invece quello del lutto per la madre Maria Teresa, sobrio, infine, quello azzurro e grigio indossato per lasciare per sempre Versailles.

La silouette femminile ostaggio di busti e impalcature costrittive

Molto suggestiva è la parete dedicata ai bustini femminili che costituivano l’impalcatura nascosta degli abiti del Settecento francese: con le stecche che attraversavano la linea del busto, lacci che stringevano togliendo il fiato e panier ingombranti che regalavano grande ampiezza laterale alla parte inferiore dell’abito, all’altezza dei fianchi.

E se l’ingombro di questi panier vi sembra eccessivo, sappiate che questi bustini di scena del film hanno dimensioni ridotte se paragonati a quelli orginali dell’epoca.

Una mostra da godersi con calma che si si affianca volutamente a quella in corso presso la Sala dei Tessuti antichi, denominata Il Capriccio e la Ragione. Eleganze del Settecento europeo. Quest’ultima è organizzata in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi e Museo Stibbert di Firenze ed è dedicata all’evoluzione dello stile e della moda nello stesso secolo (questa aperta al pubblico fino al 29 aprile 2018).

Un consiglio … Guardate a casa il film con i bambini e poi andate a riscoprire gli abiti dal vivo

Nonostante la mostra io l’abbia già vista in occasione dell’inaugurazione, voglio rivederla con le mie figlie dopo aver visto il film insieme a loro. Sarà divertente ritrovare gli abiti visti sulla pellicola e ricordare le scene clou del film! Non tralasciate di soffermarvi davanti all’istallazione multimediale che ripercorre le tappe più significative della sua vita e le inserisce nel contesto sociale in cui è vissuta Maria Antonietta evidenziando la sua grande passione per la moda.

Gli eventi collaterali alla mostra dedicati alle famiglie con bambini

Mensilmente, nella giornata di sabato, il museo del Tessuto organizza incontri-laboratorio per bambini che si legano tematicamente alla mostra in corso svelando ai bambini dettagli del Settencento, della vita di corte, delle abitudini dell’aristocrazia con routine quotidiane tanto diverse dalle nostre.

Ecco il programma:

Sabato 17 febbraio, alle ore 16.30-18.30

La magia della voce.

Chi di voi, genitori, ha passato la sua infanzia tormentandosi per le vicende di Lady Oscar, capitano delle guardie reali al tempo della regina Maria Antonietta? E chi, invece, avrebbe voluto cavalcare accanto alla coraggiosa eroina mascherata della Stella della Senna?

Il laboratorio di doppiaggio consentirà di rivedere alcuni spezzoni di film o cartoni animati ambientati nel 1700 permettendo a tutti i partecipanti di giocare con la voce, creando nuove scene di grande effetto. Età: dai 7 anni. In collaborazione con l’Associazione Culturale Experia.

Prenotazione obbligatoria. E’ richiesta la presenza di un solo genitore/accompagnatore. Costo biglietto: 5 euro a partecipante

Sabato 3 marzo, alle ore 10.30-11.30 I Turno, alle ore 16.30-17.30 II Turno

Una sottana preziosa

Che cosa si nasconde sotto la gonna di una Regina? Attraverso un percorso sensoriale i bambini possono esplorare lo spazio interno della sottana e vengono stimolati da piccoli effetti sonori provenienti dal mondo naturale (il cinguettio degli uccellini o il vento fra le foglie). Poi, uscendo da questo spazio, potranno scoprire tra le pieghe del tessuto importanti accessori della moda del Settecento (ventaglio, guanti, ombrellino ed orologio). Ogni famiglia avrà a disposizione un piccolo manichino tridimensionale da poter vestire e decorare con stoffe e accessori ritrovati durante il percorso.

Età: 18 mesi-36 mesi. In collaborazione con Keras. Prenotazione obbligatoria. E’ richiesta la presenza di un solo genitore/accompagnatore. Costo biglietto: 5 euro a partecipante.

Sabato 24 marzo, alle ore 16.00-17.00 I Turno, alle ore 17.15-18.15 II Turno

ApparecchiArte

Preparare la tavola per un pranzo o una festa speciale oggi sembra facile, ma nel Settecento era una vera e propria arte. Attraverso azioni-gioco (mimo, improvvisazione, giocoleria) i partecipanti conosceranno le regole che il galateo del tempo imponeva ai nobili: dall’apparecchiatura del banchetto sino al brindisi di uno sfavillante finale da gran corte.

Età: 4-6 anni. In collaborazione con Samantha Bertoldi, Performer, Game Creator. Prenotazione obbligatoria. E’ richiesta la presenza di un solo genitore/accompagnatore. Costo biglietto: 5 euro a partecipante

Sabato 14 aprile alle ore 10.30-11.30 I Turno, alle ore 16.30-17.30 II Turno

Le scatoline delle meraviglie

I bambini vivranno un’avventura tattile avvicinandosi alla moda e agli accessori settecenteschi. Tanti piccoli contenitori riveleranno oggetti e forme inaspettati con i quali giocare. Gli oggetti sono collegati tra di loro ed inseriti in un percorso esplorativo. Durante il laboratorio ogni bambino andrà a creare una propria scatolina delle meraviglie con la tecnica del frottage e delle impronte tessili che ricordano le superfici degli oggetti appena scoperti.

Età: 24 mesi-36 mesi. In collaborazione con Keras. Prenotazione obbligatoria. E’ richiesta la presenza di un solo genitore/accompagnatore. Costo biglietto: 5 euro a partecipante.

Info e Prenotazioni

Museo del Tessuto

Prenotazione obbligatoria
Costo: 5 euro a partecipante
Tel. 0574-611503 | [email protected]

Vuoi saperne di più sul Museo del Tessuto di Prato? Ecco 10 buoni motivi per visitarlo con i bambini.