“Quest’anno abbiamo deciso che Alessandro partirà per un viaggio studio”

dall’altra parte del mondo, senza mai aver dormito fuori casa un giorno. Al massimo, è stato con i nonni al mare, da un amico per un pigiama party, alla gita di fine anno.

Alessandro, nome di fantasia, ha 14 anni, ha appena finito le scuole medie, e i suoi genitori hanno deciso che è il momento di “imparare” l’inglese, prima di affrontare le superiori. Il ragazzo, per il suo bene e per decisione dei suoi genitori, partirà per due settimane con destinazione X …

Alessandro, ma potrebbe essere Matteo, Davide, Bianca, Giulia …

I bambini non sono tutti uguali, ci sono alcuni per indole e carattere più intraprendenti, che affrontano bene i distacchi e le nuove esperienze. Ma ce ne sono altri per i quali fare le cose per gradi è meglio. Prima di scegliere al posto di vostro figlio la vacanza-studio, valutate la sua età, il suo carattere, i suoi desideri. Un bambino che si sente a suo agio, sarà maggiormente aperto ad accogliere nuove esperienze e nuova conoscenza.

Come invogliare i bambini a imparare l’inglese, rispettando le loro tappe di crescita

Un giorno i genitori “si svegliano” e decidono che è arrivato il momento che i loro figli imparino l’inglese. La decisione sulla carta è impeccabile: l’età c’è, l’organizzazione che gestisce il viaggio studio serissima, l’esigenza di dare una spinta alle competenze linguistiche giusta, lo sforzo economico per sostenere le spese encomiabile.

Ma il ragazzo attorno al quale girano tutte le decisioni è angosciato e non vorrebbe partire.

Partirà da solo, alloggerà in una famiglia con altre abitudini, in un Paese di cui appena mastica la lingua, in una scuola in cui non conosce nessuno e non ha nessuna idea di come funzioni.

La verità è che ad Alessandro, appena entrato nell’adolescenza, non frega nulla dell’inglese. Non comprende, giustamente, che sapere bene l’inglese aprirà nel suo futuro porte lavorative e personali interessanti.

Non riesce a scorgere nel viaggio studio nessun aspetto di divertimento, nessuna opportunità di fare nuove amicizie, vede solo incognite.

Ripartiamo da capo, riavvolgiamo il nastro e vediamo un altro possibile scenario

Alessandro, a 4 anni, ha già fatto alcune esperienze di approccio alla lingua inglese

I genitori lo hanno iscritto in un centro dove si gioca con la lingua, passa un paio d’ore con suoi coetanei. Viene seguito da un’insegnante affettuosa che con i bambini ci sa fare e che organizza attività in lingua divertenti.

Scuole di inglese a misura di bambino

A Firenze ci sono ottime scuole dedicate ai bambini. Sono contesti che si presentano attraenti e accattivanti per i piccoli e che sono stati creati perché si sentano a casa.

Scegliete centri che non solo godono di buona reputazione, ma che hanno spazi allestiti come piccole ludoteche, con giochi, arredamento colorato ed ergonomico. Centri studiati proprio per l’infanzia che organizzano attività in inglese pensate in funzione del benessere dei piccoli,  rispettando i loro tempi di attenzione.

A 8 anni Alessandro parte per un campo residenziale in inglese in Italia

C’è un po’ di ansia: una settimana lontano dalla famiglia, dormendo fuori casa. Ma il campo è a poco più di un’ora di macchina da mamma e babbo: qualsiasi cosa possa succedere, sa che i suoi genitori lo raggiungeranno in poco tempo. E poi ci saranno altri bambini, c’è la piscina, un sacco di attività sportive, giochi e tornei in programma per tutta la settimana.

I Summer Camp in Toscana

I Summer Camp in Italia in questi ultimi anni hanno raggiunto livelli di eccellenza. A poca distanza da Firenze, in luoghi immersi nel verde, i ragazzi passano una settimana in strutture confortevoli e perfettamente organizzate. Ad accompagnarli, c’è uno staff di animatori e di insegnanti madrelingua che li guidano in un percorso di crescita personale, oltre che linguistico.

Come ogni anno, nei mesi di giugno e luglio, in Toscana, fra Castagneto Carducci e Donoratico, viene organizzato un Summer Camp il cui tema conduttore cambia estate dopo estate. Una volta il tema è stato il rock, un’altra hip hop e break dance e per l’estate 2018 il filo conduttore sarà la magia.

In questo modo, anno dopo anno, il Camp diventa una nuova esperienza, l’inglese migliora e la vacanza prende il gusto di un appuntamento che si attende con entusiasmo.

A 12 anni gli viene proposta una vacanza studio all’estero, in un college

Alessandro con l’inglese a questo punto se la cavicchia, fuori casa per un po’ di giorni c’è già stato e ha sperimentato che è divertente e sicuro. Adesso prenderà l’aereo, forse è un po’ in ansia, ma c’è un gruppo di ragazzi con lui e sa che andrà in una struttura protetta e bene organizzata. Per qualsiasi suo bisogno, avrà delle figure di riferimento che parlano la sua lingua e alle quali potrà fare affidamento per una parola di conforto, un incoraggiamento, un consiglio.

Perché il college

Fondamentalmente perché è una struttura protetta al cui interno i ragazzi trovano tutto quello di cui hanno bisogno: la mensa, le attività di svago, le stanze da condividere con un compagno, un tutor di riferimento a cui rivolgersi, le aule di inglese accanto agli spazi ricreativi.

Le destinazioni possono essere diverse e scelte anche coinvolgendo i propri figli, perché ogni ragazzo ha la sua personalità e le sue esigenze: c’è chi desidera una scuola vicina al centro a Londra perché è attratto dalla sua vitalità, c’è chi si sente meglio all’idea di stare in una piccola cittadina. C’è chi non vuole rinunciare al mare, e allora l’isola di Malta sarà perfetta, e chi appena sente che nella scuola c’è un campus multisport è già convinto a partire. Ma ci sono anche i più coraggiosi e intraprendenti, già da piccini pronti a partire per una vacanza studio negli States!

A 16 anni è il momento di scoprire il mondo attraverso un’esperienza di vita in un altro contesto familiare

Ora per Alessandro è il momento di partire per un soggiorno studio alloggiando in famiglia e frequentando una scuola di inglese. Ogni mattina andrà in una scuola e l’organizzazione gli proporrà, oltre le lezioni, anche attività sportive, gite, visite guidate. Si farà nuovi amici, magari si innamorerà, assaporerà una nuova libertà che implica quella assunzione di responsabilità che uno scambio culturale comporta.

In questo caso, è fondamentale appoggiarsi ad un tour operator che faccia una selezione rigorosa delle famiglie ospitanti e che abbia una rete organizzativa solida a supporto dei ragazzi. Anche in questo caso, le possibilità sono infinite: c’è la vacanza studio al mare, la vacanza in città beneficiando dell’alloggio in un quartiere bello e sicuro, la vacanza vivendo in famiglia, ma approfittando delle strutture sportive di un college.

L’inglese in un contesto di crescita che procede per gradi

E poi e poi e poi … Altre mille esperienze che seguiranno negli anni a venire, coinvolgendo l’ipotetico bambino della nostra storia in avventure sempre più articolate, ricche di spunti, esperienze, coinvolgimento emotivo.

E Alessandro ce la farà, perché il suo bagaglio di esperienze passate gli avrà dato gli strumenti linguistici e psicologici per avere lo spirito di mettersi in gioco, approfittando di quello che la vita gli pone sul suo cammino, che sia l’inglese o un’altra esperienza di vita.