Museo del calcio a Firenze visita con i bambini a Coverciano, una bella esperienza che è stata interessante ed educativa allo stesso tempo

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Confesso: io non lo sapevo che ci fosse un museo del calcio o meglio, sapevo che a Coverciano (Firenze), c’è la sede del Centro Tecnico FIGC, ma che all’interno ci fosse anche un Museo che offre ben 6 sale dedicate alla storia della Nazionale italiana di Calcio, proprio no.

E’ stata una bella esperienza ripercorrere con i bambini i trionfi e i momenti bui (mi riferisco al periodo del ventennio fascista, con le foto di Mussolini che accoglie i giocatori costretti a indossare le divise della marina militare per l’occasione 🙁 ) divise tempo musolini

della nostra Nazionale e la storia della Federazione Italiana Giuoco Calcio dall’inizio della sua costituzione nel 1898 ai giorni di oggi. Un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso magliette, cimeli, coppe e altri documenti dell’epoca che hanno il potere di evocare emozioni e ricordi, come il Campionato d’Europa del 1968 e la Coppa del Mondo 1982.

Ma una visita al Museo del Calcio significa anche entrare e visitare il Centro Tecnico FIGC di Coverciano, la casa della Nazionale Italiana di calcio, che è un posto bellissimo: una cittadella quasi autosufficiente dove i giocatori si allenano, mangiano, giocano, si preparano dal punto di vista atletico e psicologico alle partite da giocare in Nazionale. Chi ha reso possibile questo posto è il Dottor Fino Fini, del quale a fine articolo potere leggere due brevi note biografiche: e  Lui che si occupa di raccontare il Museo a gruppi e ragazzi, è il Presidente del Museo . Il giorno della nostra visita era impegnato con diversi gruppi, ma mi hanno raccontato che oltre ad essere l’artefice di questo posto è un uomo dalle straordinarie capacità narrative e vi incanterà con le sue spiegazioni.

La nostra guida per tutto il percorso è stata a cura di Giovanni Pirelli che più volte ci ha sottolineato come la visita al centro tecnico e quella al Museo sono organizzare e improntate sui principi di salute, competizione sana, gioco di squadra, collaborazione e solidarietà che sono i valori del gioco del calcio nella sua accezione più sana. Oltre ai bambini, molti genitori che non si comportano bene sugli spalti dovrebbero farsi un giro in questo museo e riflettere …

Le impressioni nostre e dei nostri bambini visitando le sale del Museo del Calcio

centro tecnico covercianoNoi, percorrendo le 6 sale, eravamo rapiti dai materiali in esposizione.

Poter vedere da vicino le maglie con cui hanno giocato i giocatori del passato (io non sapevo nemmeno che le prime maglie, fino agli anni 80, fossero di lana) e conoscere tante informazioni interessanti ci ha davvero arricchito: in una teca sono esposte le scarpette da calcio di due giocatori della Nazionale del 1968, allora non c’erano sponsor che rifornivano gli atleti e ognuno arrivava da casa con il suo materiale. Il giocatore del Nord aveva in dotazione scarpette piuttosto moderne, il giocatore proveniente dal Sud Italia scarpette ancora con i chiodini di cuoio. scarpette nord scarpette sud

Anche vedere la maglia del grandissimo giocatore Piola e conoscere  la storia del ricamo fatto da sua madre ci ha emozionato e colpito.

Giovanni Pirelli ci ha raccontato che per Piola la prima convocazione in Nazionale maggiore arrivò nel marzo 1935; poiché il titolare Meazza era bloccato da un problema muscolare, fu sostituito con Piola.

Piola dunque debuttò il 24 marzo al Prater di Vienna, a ventuno anni, mettendo a segno due reti decisive per la prima vittoria italiana in terra austriaca.

All’epoca, secondo quanto ci ha raccontato la nostra guida, le maglie con cui i giocatori disputavano la partita, andavano restituite alla fine dell’incontro. Piola chiese se avesse potuto tenere la maglia con cui aveva giocato e la portò a sua madre in regalo. maglia piola

La madre ricamò la scritta che vedete in foto (all’epoca si poteva scrivere il verbo avere con l’accento al posto dell’h) e poi la tenne per sé nascosta in un cassetto. Alla morte della mamma e poi in seguito a quella di Piola nel 1996, la figlia Paola, rovistando nelle cose di casa, trovò questo oggetto stupendo prendendo la decisione  di donarlo al Museo del Calcio.

Un altro momento di forte emozione è stato vedere la zona dedicata alla tragedia di Superga

supergaL’aereoplano con a bordo intera squadra del Grande Torino si schiantò contro il muraglione del terrapieno posteriore della Basilica di Superga. Le vittime furono 31. L’aereo stava riportando a casa la squadra da Lisbona, dove aveva disputato un incontro amichevole con il Benfica. Sempre la nostra guida ci ha raccontato che l’impatto che la tragedia ebbe in Italia fu fortissimo.  Il giorno dei funerali quasi un milione di persone scese in piazza a Torino per dare l’ultimo saluto ai campioni. Lo shock fu tale che l’anno seguente la nazionale si recò ai Mondiali in Brasile viaggiando in nave. Tra gli oggetti esposti c’è  la maglia di Virgilio Maroso che con il Torino vinse tre campionati e i parastinchi e le sigarette di Aldo Ballarin ritrovati sul luogo dell’incidente.

Queste fra le cose che più hanno colpito noi e i bambini, ma potrei raccontarne tante altre, visto che ben 6 sono le sale che raccontano della Nazionale di Calcio e quindi di noi italiani.

Come si può visitare il Museo del Calcio e quando

Il Museo del Calcio promuove i valori del calcio soprattutto tra i più giovani. Per questo motivo il Museo, oltre alla possibilità di visite per i singoli, offre percorsi didattici mirati per ragazzi di età compresa tra 8 e 16 anni.bambini orlando

I percorsi didattici offerti sono riservati a gruppi di almeno 30 persone, ma anche se non siete una squadra o una società sportiva, basta mettere insieme quattro o cinque famiglie e al numero necessario si arriva lo stesso.

Percorsi Didattici disponibili al centro Tecnico di Coverciano

“A Tavola con i Campioni” – Insieme allo staff medico della FIGC e ClaudioSilvestri, cuoco ufficiale della FIGC, per conoscere i segreti dell’alimentazione
nella vita di tutti i giorni e in relazione all’attività fisica.

“Calcio Education” – Imparare come i valori del calcio e dello sport sianofondamentali in campo ma soprattutto nella vita quotidiana. Insieme a SaraBinazzi ed Isabella Ciacci, due figure specializzate in psicologia dello sport.

Ciascun percorso didattico ha una durata di circa 60 minuti. All’interno del Museo del Calcio sono presenti tutti i servizi per accogliere al meglio i visitatori.

Inoltre è disponibile una libreriaspecializzata sul calcio e un negozio di gadget e abbigliamento ufficiale Puma della Nazionale Italiana.

Orari e informazioni utili

fondazione museo del calcioOrari di apertura:

Da lunedì a venerdì 9.00 – 13.00 15.00 – 19.00 Sabato 9.00 – 13.00 / Sabato pomeriggio e domenica aperto solo per gruppi su prenotazione.

Biglietti: Ingresso intero € 5,00 ridotto € 3,00 (da 6 a 14 anni) / Biglietto ridotto per gruppi sopra le 20 persone

Il Museo del Calcio si trova all’interno del Centro Tecnico FIGC di Coverciano. Ha il suo ingresso in Viale Aldo Palazzeschi 20 (prolungamento di Viale Verga). In
autobus prendere la linea n.17 direzione Campo di Marte e scendere alla fermata “Museo del Calcio” (penultima fermata prima del capolinea di Viale Verga)

Fondazione Museo del Calcio – Viale Aldo Palazzeschi 20, Firenze
President Mr. Fino Fini
www.museodelcalcio.it[email protected]

Direzione del Museo Dottor Fino Fini

fino finiMedico della Nazionale Italiana di Calcio dal ’62 al 1982 e Direttore del Centro Tecnico Federale di Coverciano dal 1967 al 1996, è la memoria storica non solo di Coverciano, ma di tutto il calcio italiano. Come Medico della Nazionale ha partecipato a 6 spedizioni mondiali, da Cile ’62 a Spagna ’82, partecipando al trionfo del Mundial in terra iberica e all’unico europeo vinto dagli Azzurri, nel ’68.
Attualmente è il Presidente della “Fondazione Museo del Calcio”.