Bambini agitati, distratti, insofferenti e talvolta senza freni, vale la pena sgridarli o punirli?

 di Silvana Russo, psicologa e psicoterapeuta / Stella Paoletti, redazione FF

meditazione per bambini firenzeForse no, perché sovente otteniamo l’effetto contrario: bambini ancora più frustrati che obbediscono e si calmano solo per la paura di subire una conseguenza, che stanno fermi, ma fremono di rabbia dentro. Mi è capitato proprio in famiglia, a fronte di piccole delusioni, la mia bambina scoppiava in crisi di rabbia smodate, eccessive e devastanti perdendo completamente il controllo del suo corpo (talvolta si autocolpiva o si buttava a terra scalciando e tendendonsi), e parliamo di una bambina di 7-8 anni, non di una piccina in preda ad un capriccio. Per noi il percorso di uscita da questa situazione è stato affrontato con l’aiuto di uno psicologo e importante è stato un percorso di meditazione costruito ad hoc intorno alla bambina per liberarla di ansie  e frustrazioni generate dal contesto scolastico in  cui si trovava. La meditazione ha avuto la finalità di cercare, per la bambina, il suo spazio interiore, un posto libero dalla frenesia e dall’agitazione. Una pratica educativa di fatto, attraverso un percorso assistito da una psicologa.

Perché fare meditare mio figlio?

Silvana Russo

All’ultimo convegno “Psicologia e scuola” il professor Fabbro, neuropsichiatra di Udine, ci ha fatto partecipi di un idea/laboratorio da lui ed i suoi collaboratori già sperimentata, che tratta di una serie d’incontri durante i quali accompagna i bambini ad entrare in contatto con la loro capacità naturale di introspezione. I bambini imparano attraverso esercizi semplici a scuola e a casa a regolare la propria attenzione, la propria capacità immaginativa e di concentrazione.

Questo metodo nasce e si basa tradizione buddista tibetana. La parola meditazione deriva dal latino “mederi” che significa: risanare, curare, guarire, aiutare. Il termine sanscrito che si riferisce alla meditazione è “bhāvanā”, che significa crescita spirituale oppure coltivare il ricordo di sé.

Anche la Mindfulness nasce dallo studio di questa antica tradizione e nel 1979 venne ideato, da Kabat Zinn, un metodo che integrava la meditazione buddista di consapevolezza (mindfulness) con la clinica psicologica contemporanea.

La meditazione, però, è una pratica comune in molte culture.

Storicamente già nelle scuole degli antichi greci si praticavano esercizi spirituali atti a far crescere gli allievi, a riconoscere l’importanza del presente, ad imparare ad avere punti di vista diversi universalizzando l’IO, usando le parole del filosofo Pierre Hadot. Con gli antichi romani si prosegue l’interesse massimo a tali pratiche tanto che Marco Aurelio ne “I Ricordi” elenca una serie di esercizi psicologici e mentali, che, fra le altre cose, incoraggia l’apertura all’universale ossia alla percezione del nostro posto nell’universo.

Ora, tornando a pretese meno nobili, ma pur sempre fondamentali per il benessere di tutti ed in particolar modo dei nostri bambini, l’esercizio della meditazione, partendo dalla respirazione per arrivare a percepire più analiticamente il presente è un’attività cerebrale benefica. Il nostro sistema nervoso, come ormai molti studi ci insegnano, riceve estremi benefici da tali attività come l’attività sincrona dei due emisferi, l’attivazione maggiore di zone del cervello incrementando e migliorando tutta una serie di funzioni tra le quali, quelle dell’attenzione e della concentrazione, la consapevolezza del proprio corpo, delle emozioni e dei pensieri.

Nella mia pratica di psicologa sono interessata da anni a questo tipo di pratiche e organizzo periodicamente gruppi di “Sono presente quindi sono!” con bambini e adolescenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Oltre agli incontri suggerisco altri metodi altrettanto validi per potenziare le loro capacità mentali ma soprattutto il loro benessere, aiutandoli quando occorre con un tocco di Fiori di Bach.

In casa, nella vita di tutti i giorni, insieme ai genitori

Stella Paoletti

mandala_42___rainbow_coloured_by_mandala_jim-d4w4g8mA fronte di un problema occorre farsi aiutare da un professionista qualificato, ma nel gioco quotidiano, ci sono attività che possiamo fare con i nostri bambini che li possono portare ad atteggiamenti meditativi che calmano la mente, rilassano e permettono loro di trovare consapevolezza di sè: il modellamento dell’argilla e la colorazione dei mandala sono attività di gioco facile che si possono fare anche a casa. Meditare colorando un mandala ha un effetto calmante e lo stesso si può dire per le attività di manipoalzione dell’argilla (ma anche altri materiali, come il didò, la plastilina …): lavorando in silenzio, senza scadenze o ansie da prestazione. Concentrarsi “sul qui e sull’adesso” porta il bambino a calarsi nel presente, senza pensare ad un prima o a un dopo, la mente si tranquillizza e i pensieri negativi abbandonati.

Altre attività che aiutano sono quelle che mettono i bambini a contatto con la natura, come coltivare l’orto, aiutare nei piccoli lavori di giardinaggio: attività semplici attraverso le quali i bambini calmano la mente attraverso attività ludiche e pratiche. Tutte queste sono tecniche molto semplici mediante le quali il bambino sperimenta la calma della mente attraverso il gioco.

Per un consiglio, un consulto, dubbi relativi ai vostri bambini, potete consultare Silvana Russo:

 

SilvanaDott.ssa Silvana Russo – Psicologa, Psicoterapeutacell. 346.3531165

[email protected]

 

http://www.psicologiaebenessere.altervista.org/

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