Magone da rientro a scuola? Qualche consiglio

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Quel nodo allo stomaco e senso di ansia che si accompagna alla fine delle vacanze

Sarà che questo è il fine settimana in cui si smonta l’albero di Natale e gli addobbi vengono visti scendere in cantina in processione di scatoloni, sarà che ancora manca qualche scheda da finire prima che arrivi il lunedì di rientro a scuola, per alcuni bambini la sensazione di tristezza e smarrimento si trasforma in un vero e proprio “magone” talvolta anche difficile da descrivere.

“mamma mi sento triste e non so perché?”

Se fate uno sforzo di empatia e cercate di andare indietro nel tempo con i ricordi forse vi ci ritroverete anche voi … Per me era così ogni domenica sera, alla sigla di “90esimo minuto” (programma calcistico della domenica sera, imperdibile per mio padre) scattava in me bambina qualcosa che mi ricordava il rientro a scuola, il riavvio delle routine di tutti i giorni e un senso di smarrimento totale. I miei genitori mi liquidavano con un “ma dai che non è niente …” e di fatto rimanevo sola a gestirmi quel tumulto di sentimenti.

Ecco qualche consiglio pratico preso dalla rete, che può aiutarci a gestire questa situazione di ansia fine vacanze

1- Non minimizzare i sentimenti di angoscia che provano i bambini,

ma prendersi del tempo e cercare di parlare con loro per aiutarli a mettere a fuoco le origini della loro angoscia; le emozioni che li travolgono devono essere palesate, comprese e infine contenute anche fisicamente, un lungo abbraccio fra le braccia dei genitori può essere più rinfrancante di quanto si possa immaginare.

2- I sentimenti che il ritorno all’attività scolastica comporta, nei bambini talvolta si presentano in maniera confusa:

da una parte  vi è un malessere al pensiero di tornare ad essere imprigionati a orari e compiti, ma dall’altro vi è la gioia nel rivedere i propri amici e compagni. Puntate a ricordare le cose belle che aspettano i bambini nei prossimi mesi, proponete un programma di divertimento che si lega al rientro della scuola, che potrebbe essere: “non appena rientri e rivedi i tuoi compagni, il primo sabato disponibile organizziamo con loro un pigiama party, un uscita al cinema, una pizza tutti insieme.”

3- Sono rimasti indietro nei compiti? Dategli una mano.

So che molti saranno in disaccordo con questa frase, anche perché ovunque si dice che la nostra è la “generazione dei genitori paracadute” che parano ogni mancanza dei figli. Ora però vi faccio una domanda: se al lavoro avete un problema, siete rimasti indietro, c’è qualcosa che non vi riesce portare a compimento, preferireste avere accanto dei colleghi pronti a tendere la mano, o a voltarvi le spalle dietro alla frase: “Dovevi pensarci prima?”. Dare una mano non vuol dire fare i compiti al posto loro, significa non lasciarli soli e usare il vostro tempo per dedicarlo a loro a recuperare quello che possono. Quello che non hanno fatto, se è stato per incuria e menefreghismo sarà loro responsabilità subirne le conseguenze, quello che si può recuperare, diamo una mano.

4- Sempre sui compiti. Niente tirate tutte d’un fiato per finire compiti mai considerati durante le vacanze, meglio non farli e andare a scuola sereni

senza stress accumulato. Si può sempre recuperare a scuola iniziata e, con animo tranquillo, lo si farà anche con più successo. Ovviamente queste valutazioni le farete anche sull’atteggiamento in generale che i vostri figli hanno nei confronti della scuola: se sono bambini che si impegnano e per una volta hanno fallito il loro obiettivo, metterci sopra un carico da 10 e aumentare la loro angoscia non porterà a nulla. Se non aver fatto i compiti e in generale trascurare la scuola è la loro tendenza abituale, un bel discorsetto e un cambio di rotta nel 2017 potrebbe essere quello che ci vuole, magari investendo anche qualcosa in denaro e affiancandogli una persona che metta il bambino in grado di recuperare. Rimanere indietro e prendere brutti voti può innescare una spirale discendente che porta ad annegare nel proprio problema: il programma va avanti, non si riesce a stare al passo, i voti peggiorano e con essi anche lo sconforto che per autoprotezione si trasforma in menefreghismo. Intervenite.

5- Seguire un ritmo sonno-veglia uguale a quello dell’anno scolastico questo fine settimana è un grande  aiuto per l’equilibrio psico-fisico:

sveglia presto, colazione ricca e magari qualche attività mattutina (finire i compiti per le vacanze, fare sport, partecipare a qualche attività ludico-didattica) è un buon inizio per rimettersi in carreggiata.

Lo stress da rientro si combatte anche con una sana alimentazione che in queste vacanze, fra natale e befana sarà andata in tilt: via dolci e schifezze,molta frutta e verdura, sì ai carboidrati e alle proteine.

6- Usate un po’ di fantasia e forse qualche trucchetto … Vi svelo il mio.

In una boccetta con dispenser a contagoccie tengo acqua e zucchero, quando i bambini si sentono giù di morale, non riescono a prendere sonno, si sentono angosciati per qualcosa, si prende il rimedio della mamma, due goccie di soluzione sotto la lingua e dopo un po’ riferiscono che davvero si sentono più sereni. Tengo anche in casa L’ ESTRATTO UNIVERSALE, forse lo conoscete con il nome di rescue remedy noto i suoi effetti calmanti e stabilizzanti sulle emozioni nel corso di una crisi.

All’interno contiene: Impatiens per l’irritabilità, la tensione mentale e per l’impazienza tipica delle situazioni di emergenza, Clematis per gli stati di incoscienza, per il distacco dalla realtà con senso di mancamento, Rock rose per il terrore e il senso di panico, Cherryplum per la paura di perdere il controllo sia fisico che mentale, Star of Bethlehem per i traumi mentali e fisici. E’ un rimedio molto usato nei casi di emergenza in quanto agisce in breve tempo. Io non sono una grande fan dei fiori, ma vedo che l’effetto panacea è assicurato, quindi …

Se avete dimestichezza con i fiori di bach, potete essere anche più scientifici e pensare al loro uso con i bambini, qualche dritta qui: http://www.fioridibach.it/bach/bambini.htm

Buon rientro a scuola 🙂

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