Casting per bambini a Firenze c’è Diaframma e cerca volti nuovi!!

diaframma2Casting per bambini a Firenze c’è Diaframma e cerca volti nuovi!!

Diaframma è un’azienda seria e l’abbiamo visitata da cima a fondo in compagnia del fondatore, il Signor Daniele, e della quale abbiamo verificato credenziali e modus operandi.

Poiché questo è un campo delicato, trattandosi di bambini impiegati nel settore della pubblicità, prima di annunciarvi che l’azienda è alla ricerca di nuovi volti per le sue campagne, siamo andate in perlustrazione e, davanti a noi, si è aperto un universo inatteso di figure professionali così altamente specializzate che davvero non ci aspettavamo.

Diaframma a Calenzano cerca nuovi volti è il momento di mandare la candidatura per i vostri bambini

papa e bimbo

Come funziona il mondo della pubblicità per bambini e, in questo caso, la pubblicità di giocattoli

L’azienda  Diaframma e si trova nella zona industriale di Calenzano dove occupa un grande capannone sormontato da una altrettanto imponente insegna.

Quando siamo arrivate sul posto ci siamo addirittura stupite di quando fosse ampio il posto (per me agenzia di casting significava sostanzialmente un ufficio più o meno spazioso) per poi scoprire che in questo luogo si realizzano tutte le fasi del processo che portano alla creazione di una campagna pubblicitaria di giocattoli:

dal casting per la scelta del bambino più adatto a quella o a quell’altra campagna, alla costruzione del set, le riprese, le foto, il post produzione, la colonna sonora e la campagna di marketing. Passando ovviamente per lo styling che non riguarda solo i bambini, ma il giocattolo stesso: su ogni gioco destinato ad essere protagonista dello spot  viene realizzato  un grande lavoro di messa a punto in vista delle riprese.

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Sapevate che esiste una figura professionale che ha il compito di valorizzare il giocattolo ed esaltarne le caratteristiche prima delle riprese?

Fra i suoi compiti anche quello di pettinare le bambole, e peccato fosse assolutamente top secret fotografare i giocattoli, perché ho visto meravigliose bamboline acconciate da far invidia agli hair stilist più famosi, giocattoli esaltati nel loro colore e rifiniture degne di un atelier di alto artigianato.

Ai bambini impegnati nelle riprese si chiedere di … Stare bene, sentirsi a propio agio e divertirsi, niente di più, anzi, qui lo stress è assolutamente bandito

bamboline nuotoSì, giocattoli. Qui i bambini  impegnati nella realizzazione di uno spot pubblicitario devono sostanzialmente muoversi in uno scenario di gioco interagendo in maniera serena e piacevole con il prodotto per il quale è stata progettata la campagna.

Poiché un bambino stanco, nervoso, o demotivato non sarebbe di nessuna utilità alla realizzazione di un buon spot pubblicitario (e il team di Diaframma che opera in questo settore dal 1976 e lavora con partner internazionali, lo sa molto bene) tutto all’interno della struttura, dalla sala di attesa con un bellissimo acquario con tanti pesci che nuotano, alle piante che punteggiano stanze e corridoi, dagli impiegati ai tecnici, dai cartelli segnaletici ai camerini è sistemato in modo da rendere allegro, accogliente e a misura di bambino tutta la struttura.

Anche perché i bambini accolti hanno da pochi mesi fino a 10-12 anni e le esigenze di un bebè che necessita di poppare, fare sonnellini e avere calma attorno a se sono ben diverse da quelle di un bimbo di 8 anni con la sua vivacità e i suoi saliscendi di attenzione.

macchinineCome ci si avvicina a questo mondo e come si può presentare la candidatura dei propri bambini

Se vi piacerebbe che i vostri bambini provassero questo tipo di esperienza il primo passo è piuttosto semplice: fate un paio di  foto carine al vostro bambino e scrivete una email a questo indirizzo [email protected]  allegando le foto le caratteristiche del bambino (altezza, colore occhi, peso corporeo, numero di scarpe) i vostri dati, come il numero di cellulare e poi si attende di essere contattati.

maninaNel caso si riceva una risposta positiva i bambini saranno invitati a fare fotografie in sede ed entreranno a fare parte di un database dal quale poi verranno scelti i bambini più adatti per il prodotto che si deve pubblicizzare. Bimbi alti, bassi, con i ricci o i capelli liscissimi, con facce birichine o espressioni serie serie … Non c’è un canone di bellezza o un tipo specifico. Ogni bambino, nella sua particolarità e nella sua unicità, può essere più o meno adatto a rappresentare un prodotto e interagire con un giocattolo.

C’è una sola limitazione, ma per fortuna è temporanea nella crescita dei bimbi!! La perdita dei dentini: per gli spot i sorrisi devono essere “pieni” e nella fase della dentizione, quando si perdono i dentini da latte, occorre fare una pausa e aspettare che scendano i dentini definitivi. Pochi mesi e poi si può ripartire, i bambini senza dentini da latte sono deliziosi, ma nelle riprese video non funzionano e quindi, un po’ di pazienza 🙂

Queste informazioni possono essere inviate via email all’attenzione di Elia a questo indirizzo: [email protected] Potete dire che avere trovato i contatti attraverso il sito www.firenzeformatofamiglia.it

Diaframma

Via di Pratignone 52,

Calenzano, Firenze

2 Comments

  1. Francesca
    17 dicembre 2016 at 02:28 Rispondi

    Salve Sig.ra Lorenza,
    Ringrazio per aver creato questo sito/blog di aggiornamento che a me piace molto.

    Ho una precisazione da fare in merito all’articolo su “Diaframma cerca volti nuovi.”

    Leggo l’articolo prima da mamma e poi da ex dipendente Diaframma. Concordo sull’ambiente spazioso, e sulla cordialità del sig. Abolaffio, che è il minimo che ci si aspetti da chi riceve un ospite.
    Il suo articolo esalta le qualità di quel luogo e fa sembrare bello ogni attimo che il bimbo passa là dentro, ma allo stesso tempo mi fa venire i brividi.
    Questo perchè (ancora non ero mamma) ho visto tante mamme trascinare lí i propri figli (anche senza denti aihmè scelti a posta quasi a obbligare i colleghi a fotoritoccare ogni singolo frame deli spot per reinserirlo).
    Uso il termine trascinare perchè di fatto in certe fasce di età ( da 5/6 in su ) si scaturiscono/cotruiscono dei meccanismi di divismo (spinti dai genitori) su cui probabilmente i piccoli pseudo adolescenti dovranno impostare il resto della loro vita, pagando in futuro qualche buono psicologo, per quei 3/5 minuti di gloria sul tv pagato a cifre irrisorie. Intendo dire che io consiglierei questo tipo di esperienza a bambini che ancora non hanno sviluppato una auto consapevolezza di ciô che succede davvero.
    Purtroppo spesso sono i desideri dei genitori ad essere filmati.
    Mi chiedo perchè non ci sia stata una riflessione di questo tipo o una sorta di alert nell’articolo pubblicato.
    Forse è solo marketing.. E allora …
    Buone feste, continuerô a leggere comunque il suo blog.
    Saluti,
    Francesca

    • Lorenza
      17 dicembre 2016 at 09:53 Rispondi

      Ciao Francesca,
      grazie mille per il commento sul quale dal punto di vista etico e personale sono d’accordo. L’articolo scaturisce dall’esigenza di molte richieste che arrivano qui al blog sul tema, allora abbiamo proceduto ad una ricerca per vedere, sulla base di chi aveva questo tipo di desiderio, quale azienda operava in maniera trasparente, sopratutto per non incappare in truffatori. Cioè finti agenti che chiedono soldi per inserire in questo mondo i bambini. Le assicuro che quando ho fatto il giro dell’azienda mi sono resa anche piuttosto molesta con il signor Daniele e ho chiesto senza sotterfugi: “ma non è che qui è pieno di persone con sogni di gloria per i loro figli?” ovviamente ci sono anche quelli, ma presto si stancano perché questo tipo di approccio non è ne remunerativo, visto che c’è un rimborso spese, ne garantisce futuri ingaggi qui o in televisione.
      Certo potremmo anche aprire un altro articolo nella sezione genitorialità e parlare del perché ci sono genitori che coltivano sui loro figli sogni di gloria e carriere televisive, mi viene in mente ora tutti i programmi di real tv con protagonisti i bambini. Ma è un altro discorso, tra l’altro, visto che lei mi sembra molto consapevole della cosa, mi piacerebbe ospitarla sul blog con un articolo ad hoc che affronti il probelma del realizzarsi attraverso i propri figli. Mi faccia sapere grazie del commento Lorenza

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